Fascismo come supponenza

È un modo di porsi, fare e pensare che si manifesta in diverse articolazioni che possono esplicitarsi anche solo in parte.

Nasce da posizioni di supponenza alimentate da paure.

 

Supponenza e paure

Il presupposto di fondo del fascismo è la giustificazione dell’esistenza di gerarchie e posizioni di potere nei rapporti tra persone, nei gruppi e nella società.

Si giustifica l’esistenza del binomio forza / sottomissione per continuare a goderne i vantaggi, utilizzando la posizione di forza (conquistata o ereditata) per imporre le proprie prerogative, se necessario con la violenza e la coercizione.

Per “forza” possiamo intendere una prevalenza economica, sociale o fisica tra un individuo (gruppo) rispetto ad un altro sfruttata a convenienza. Non ha importanza il suo valore assoluto, ma l’esistenza di una differenza di posizioni tale da poter essere sfruttata, alimentando la propria autostima, senso di sicurezza e superiorità.

Anche desiderare questa posizione può portare ad assumere gli stessi atteggiamenti.

 

La perdita di questa posizione di forza e di vantaggio rappresenta una paura costante e, se si associa al disprezzo che viene provato nei confronti delle persone di cui ci si sente superiori, diviene un incubo: poter diventare oggetto di quello stesso disprezzo.

Questo genera particolare spregiudicatezza e ferocia.

 

Il fascismo gregario, giustificando ed accettando come inevitabile questo rapporto di forza, pur senza farne pienamente parte, si adopera per servire il più forte a proprio vantaggio e, con senso di inferiorità, desidera di poter esserne equiparato. Per ottenere questo è disposto a rinunciare alla propria dignità od umanità se necessario.

 

La stratificazione gerarchica, che si vuole preservare, presuppone rapporti di sfruttamento e di sudditanza e dall’altro il privilegio e il comando.

Il principio del valore della Forza necessita la sottomissione.

 

Per giustificare i rapporti di forza e di sottomissione si fa leva su varie supponenze, quali la naturalezza del prevalere della forza sulla debolezza e dell’esistenza dei meccanismi di prevalenza nei sistemi sociali (di censo, economici, ecc.) di volta in volta giustificati da presupposti di comodo. Queste stratificazioni sono immutabili ed inevitabilità: da naturali a necessarie.

 

In questa logica scattano due meccanismi di difesa:

– dall’alto verso il basso per chi vuole giustificare il proprio prevalere e il proprio essere differente dalla massa (che sta sotto);

– dal basso verso gli ultimi o verso i simili per chi vuole riuscire a differenziarsi nella massa, di cui non si vorrebbe far parte (fascismo gregario). Si innesta il disprezzo verso i propri simili per sfuggire al  disprezzo verso se stessi per quello che non si è o non si ha, con la paura di non potersene un giorno differenziare. I propri simili sono competitori ed ostacolo alle proprie aspettative.

 

Il senso di superiorità è necessario per giustificare le differenze, e quindi i privilegi e giustifica e richiede la discriminazione e l’ostracismo, che si articola in tutte le forme possibili: su base etnica, religiosa, economica e sociale.

Il razzismo ne è la forma principale.

L’autoassoluzione (un analisi sincera  mostrerebbe come le proprie posizioni siano indifendibili) porta alla supponenza, che a sua volta si accompagna con l’arroganza e la prepotenza: se sono superiore mi si deve tutto, anche il capriccio o la palese ingiustizia.

 

La necessità di mantenere e consolidare le proprie posizioni avviene tramite questi meccanismi:

– mascherare e dissimulare i propri veri obiettivi e la propria indole dietro apparenze conformistiche (ad esempio: moralismo senza morale);

– mistificare, denigrare, offendere, diffamare, affermare falsità per ricondurre gli avversari, o le idee scomode, in un limbo di disprezzo collettivo;

– l’uso della retorica per proclamare intenzioni di fronte ad azioni che le contraddicono o negano;

– manipolare le persone tramite miti collettivi (come patria, onore, sacrificio, ecc.) per dissimulare i propri interessi dietro presunti valori generali. Le masse si mobilitano ogni qual volta vengono invocate le parole chiave … utile anche per ostracizzare chi non si allinea.

– offrire in continuazione capri espiatori per scaricare le tensioni, le paure (indotte) le frustrazioni e le insoddisfazioni generate dal proprio sistema, per allontanarle da se.

 

Il nazionalismo ha una duplice funzione:

– fa parte dei (falsi) miti. Si costruisce un astratto interesse nazionale, che non coincide con l’interesse collettivo e tanto meno popolare, a copertura dei propri interessi, e si mobilita la massa dei sottoposti a sua difesa consolidando lo status quo;

– dall’altro si alimenta un senso di superiorità rispetto la conseguente figura dello straniero, che diventa il diverso, il capro espiatorio … trasferendo le potenziali tensioni interne verso l’esterno.

– Il nazionalismo poi è di stampo militarista dato il culto della forza. Inoltre il militarismo consolida il potere tramite l’instaurazione di uno stato di emergenza e di controllo permanente.

 

La repressione (militare, poliziesca, giudiziaria, sociale, economica, fisica e psicologica) è lo strumento per garantire l’ordine necessario per la propria tutela.

La strategia della tensione, quale giustificazione della repressione e controllo continuo, è tipica dell’approccio fascista.

 

Alla base del militarismo (e dell’oppressione) vi è il (falso) mito dell’obbedienza, della disciplina, dell’ordine: presupposti necessari per mantenere lo status quo.

La disciplina diventa accettazione dei rapporti di forza, non espletamento di un servizio o espressione di rispetto verso gli altri.

 

L’arroganza pretende l’assenza di critiche e recriminazioni che vengono vissute come affronto.

Me ne frego sinonimo di prepotenza ed arroganza.

 

L’auto compiacimento porta al disprezzo del debole, che diventa indegno e giustamente soccombente.

Il disprezzo per la debolezza e il piacere alla sottomissione porta al sadismo come massima espressione della propria potenza e superiorità.

Squadrismo: forte con i deboli, deboli con i forti.

 

Il nascondersi dietro l’arditezza e la forza (utile per dissimulare o nascondere le proprie colpe, privilegi, ecc.) può coincidere con l’incapacità di gestire la propria viltà e le proprie paure, come il senso di superiorità che giustifica l’uso della forza, maschera l’incapacità di gestire le difficoltà della vita e l’accettazione delle proprie debolezze.

 

Come detto il razzismo diventa necessario per sottolineare l’esistenza di differenze e di rapporti di superiorità degli uni rispetto gli altri. Trasferire le potenziali tensioni interne verso un capro espiatorio.

 

Machismo e sessismo traslano il fascismo nella sfera famigliare e della coppia.

Il fascismo è tipicamente maschile, quello femminile è di stampo gregario o di assecondamento.

 

Il tradizionalismo è vissuto nelle sue valenze conservatrici, la modernizzazione come conformismo od estetismo modaiolo.

 

La religione e la morale si riducono a formalismo e sono vissute in modo strumentale, di comodo.

La propria supponenza devia tutto.

 

L’assistenzialismo ha la duplice valenza di rimarcare i rapporti gerarchici e di rendere succubi le persone tramite la dipendenza ai propri gesti che non sono dovuti, ma elargiti.

Lo stesso meccanismo di creazione di dipendenze ad un determinato potere, che non è solo regolatore, ma vuole essere sovrano, si instaura tramite la gestione del potere politico ed amministrativo.

 

Questi meccanismi mentali poi si traducono nell’azione meramente fascista tipicamente intollerante, violenta e mistificatoria.

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